
Free Sample
Preview from chapter one
Il campanello sopra la porta non suonò. Era rotto da mesi, lo sapeva anche lei, eppure Giulia si fermò un istante sulla soglia come se aspettasse un permesso che nessuno le avrebbe dato. L'aria dentro l'officina era ferma, densa di grasso e metallo, e odorava di qualcosa che le ricordava suo padre quando tornava a casa la sera con le mani nere. La Punto era lì, parcheggiata davanti alla porta aperta, il cofano ancora tiepido sotto il crepuscolo che entrava obliquo dalle finestre sporche.
Sandro era in fondo, di spalle, chino su un banco di lavoro. Non si voltò subito. Si asciugava le mani con uno straccio grigio, lo stesso gesto lento che lei ricordava da quando era bambina e veniva qui con il papà a ritirare la macchina. Lo straccio scendeva tra le dita una volta, due, tre, come se contasse qualcosa.
"È pronta," disse lui, senza voltarsi. "La Punto."
Giulia strinse il mazzo di chiavi nella tasca del giacchetto di jeans. Le chiavi di casa, non quelle della macchina. Le sembrò improvvisamente stupido averle portate.
"Sì. Grazie. Mio padre mi ha detto di passare."
"Lo so."
Si voltò. Aveva la maglietta grigia con il logo dell'officina, consumata sul petto, e i capelli radi sul davanti lucidi di sudore. Gli occhi nocciola si posarono su di lei e non si mossero. Giulia abbassò lo sguardo per primo, sulle proprie scarpe, sul pavimento di cemento macchiato d'olio.
"Il conto è sul banco," disse Sandro, e fece un cenno con il mento verso il legno scuro. "Duecentoventi. Ho cambiato anche il filtro, era messo male."
Lei annuì e si avvicinò. Il bancone era lucido per il grasso e gli anni, e il foglio di carta appoggiato sopra sembrava fuori posto, troppo bianco. Giulia tirò fuori il portafoglio, contò le banconote una per una, le allineò sul legno. Le sue dita tremavano appena. Se ne accorse e le strinse.
"Ecco."
Sandro prese i soldi senza guardarli. Li piegò in due e li infilò nella tasca dei pantaloni. Non le porse le chiavi.
Giulia aspettò. Contò fino a cinque nella testa. Poi allungò la mano, aperta, il palmo verso l'alto.
"Le chiavi?"
Lui la guardò. Non come si guarda una cliente. La guardò con una lentezza che partiva dai piedi e risaliva, e si fermò sulla coda alta che le scopriva la nuca, sul colletto della divisa che spuntava dal giacchetto. Giulia fece un passo indietro. Non decise di farlo — il corpo lo fece per lei, prima che la testa capisse.