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Legami Proibiti
Erotica

Legami Proibiti

by stevenblack
Explicit
1,705 words

Certe sere la nebbia a Milano non si limita a coprire le strade: cancella il mondo intero, lasciando spazio solo a ciò che non si dovrebbe confessare nemmeno a se stessi. È quello che scoprono Cinzia e suo fratello Stefano, intrappolati nel silenzio di un'auto ferma in piena campagna dopo una cena di famiglia. Cinzia, cinquantatré anni e una solitudine che le pesava addosso come un abito bagnato, si ritrova a cedere a una tensione rimasta sopita troppo a lungo. In quel ristretto abitacolo, riscaldato dai respiri e dal buio, i confini si sgretolano all'improvviso. Un bacio inaspettato, mani che rompono ogni regola non scritta e un'esplosione di passione che cancella gli anni, le convenzioni e il tempo. E quando il telefono di Stefano squilla con la voce della madre oltre lo schermo, la realtà tenta di riprendere il controllo. Ma ormai è troppo tardi per tornare indietro: tra le pieghe di quella notte nebbiosa, un nuovo e pericoloso legame ha appena avuto inizio

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Preview from chapter one

Cinzia aveva cinquantatré anni, e la sua vita era diventata un corridoio stretto e silenzioso. Timida, riservata, di quelle donne che chiedono scusa anche quando non c'entrano niente, si era separata due anni prima e da allora la solitudine le si era chiusa addosso come un cappotto bagnato. Le uniche uscite che faceva erano per andare a fare la spesa, spingendo il carrello con gli occhi verdi bassi dietro gli occhiali, o per andare a tenere compagnia di tanto in tanto ai genitori anziani, che invecchiavano in una casa che sapeva di passato. L'unico che si faceva sentire, che la chiamava, che ogni tanto passava a trovarla, era suo fratello Stefano. Quarantacinque anni, uomo in carriera, single per scelta. Un bell'uomo, indubbiamente: alto, le spalle dritte, i capelli scuri appena brizzolati sulle tempie, le mani forti. Cinzia, dopo la separazione, non aveva mai più sentito la passione per un uomo. La premenopausa ci aveva messo il suo, certo: il corpo che cambiava, la voglia che si rarefava, i pensieri che si facevano grigi. Eppure, se Stefano non fosse stato suo fratello, un certo languorino lo avrebbe avuto. Se lo ripeteva tra sé, certe sere, e poi si vergognava.

Un sabato sera di ottobre, Stefano e Cinzia andarono a cena dai genitori per festeggiare il compleanno del papà. Quella sera Stefano la andò a prendere: c'era una nebbia fitta, di quelle che si taglia con il coltello, e andare con due macchine sarebbe stato un rischio. Cinzia, senza nemmeno capire perché, si mise in tiro: tacchi alti, calze autoreggenti, gonna corta. Una giacca bianca di tailleur, e sotto un top rosso — rosso — quasi trasparente, quasi intimo che le sorreggeva il seno cadente con due cuciture verticali che nascondevano i capezzoli, con una delicatezza che la fece arrossire davanti allo specchio. Non sapeva nemmeno lei perché, ma quella sera voleva essere attraente. Quando Stefano suonò, lei aprì la porta e lo vide guardarla. Solo un attimo, un'occhiata che partiva dal viso e scendeva. Poi lui disse: «Wow, ma dove dobbiamo andare??? Ad un gala????» Poi, sorridendo, disse: «Andiamo, sennò la nebbia peggiora.»

La serata passò strana. Cinzia dava una mano a sua madre a sparecchiare la tavola, e lo faceva ondeggiando con i tacchi alti su e giù, avanti e indietro, davanti a suo fratello seduto che la guardava con occhi decisamente diversi. Non da fratello. Lei lo sentiva addosso quello sguardo, le bruciava la nuca, e quando si sedeva accavallava le gambe con una lentezza che la imbarazzava da morire, la gonna corta che risaliva un poco e lasciava intravedere il bordo scuro delle autoreggenti. Cinzia arrossiva e si guardava il décolleté, rendendosi conto che forse aveva un po' esagerato, abbottonando tutti i botttoni della giacca fino all'ultimo. Imbarazzata, sì. Ma eccitata. Eccitatissima, sentiva un effetto strano addosso... libidinoso...

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